Dopo mesi in cui i comunicati della BCE indicavano che i rialzi dei tassi erano dovuti per “frenare l’economia”, la stessa fonte ci informa che almeno la metà dell’inflazione è stata causata dall’incremento dei profitti (Vedi le dichiarazioni al Forum di Sintra). Questo significa che la causa dell’inflazione non sarebbe più stato l’eccesso di domanda, quanto invece una sorta di speculazione delle imprese. Queste avrebbero approfittato del proprio potere di stabilire i prezzi, evidentemente senza farsi concorrenza, causando un aumento dei prezzi superiore all’aumento dei propri costi. E’ davvero incredibile come le varie forze politiche continuino ad accettare che un’autorità così vitale per l’economia europea possa fornire spiegazioni opposte senza che si apra la minima riflessione sulle finalità che esse possano nascondere. Certamente il fiuto politico non manca alla BCE, e quindi non appena in varie elezioni nazionali vincono un po’ di partiti politici il cui elettorato è costituito da piccoli imprenditori, commercianti, lavoratori autonomi e disoccupati, ritengono sia meglio dare la colpa dell’inflazione a non meglio precisate imprese, piuttosto che agli eccessi di spesa. L’incremento delle disuguaglianze, nascosto dalla crescita del PIL che somma i redditi di tutti, sarà infatti fra poco evidenziato dall’incombente recessione che farà cambiare il tono dei giornalisti e dei politici; si capisce quindi come queste posizioni pubbliche apparentemente scontate costituiscano al contempo un anticipatore dei disastri che vedremo a partire dai prossimi mesi e per i prossimi due anni, e un buon paravento personale per cercare di non farsi travolgere dalla tempesta che si abbatterà sull’economia. La mancanza di dibattiti su questi e molti altri aspetti della nostra vita, testimonia una carenza di democrazia nei vari Paesi europei che stiamo pagando e pagheremo ancora per molti anni.
