La recente proposta di esclusione delle spese militari di ciascun Paese europeo dai vincoli del Patto di Stabilità e Crescita dell’UE, non potrà prevedere che quelle somme siano escluse dalla spesa pubblica di ciascuno Stato. Chiariamo bene questo aspetto.
Secondo le regole europee, non tutta la spesa pubblica di uno stato entra anche nel conteggio della spesa pubblica definita secondo i vincoli di bilancio europei. Per la spesa militare, se la proposta sarà accolta, questo significherà che, ad esempio, l’Italia potrà spendere per la difesa militare una somma che dovrà comunque finanziare tramite emissione di debito sul mercato, ma che sarà sottratta dalla spesa pubblica che l’UE conteggerà per calcolare se l’Italia starà rispettando i limiti di bilancio previsti.
Questo significa che quella spesa non sarà una spesa fantasma, indipendentemente dalla valutazione del motivo per il quale si effettua. Quella spesa sarà sempre conteggiata dall’Italia e contribuirà, assieme al reato della spesa, a quei saldi di bilancio che lo Stato dovrà finanziare con tasse, moneta, debito. Quello che succederà è che sarà sottratta dalla spesa pubblica contabilmente, in modo da non pesare sui calcoli della UE.
È da ricordare che la unica ragione economica per la quale furono creati quei vincoli europei alla spesa pubblica, era data dal fatto che una spesa pubblica eccessiva, in deficit, spinge ciascuno Stato a emettere titoli per finanziarsi, causando un effetto spiazzamento degli investitori privati, i quali potranno essere attratti maggiormente da un investimento in titoli di stato, rispetto a un investimento in titoli di imprese private, riducendo la disponibilità di capitale per far crescere l’economia privata. La necessità di collocamento di tali titoli potrebbe inoltre causare un aumento dei tassi di interesse per renderli più appetibili, con l’ulteriore spinta a complicare le prospettive economiche delle imprese private.
Non è necessario concordare con questa descrizione, ma sarebbe opportuno che coloro i quali credono che un tale provvedimento sulle spese militari sarebbe il benvenuto, non sperino pure di non veder peggiorare i conti pubblici dell’Italia.
