Salario minimo e cuneo fiscale: agire sul secondo per aumentare il primo.


Il recente accordo europeo su una direttiva in tema di salario minimo “adeguato”, è orientato alla riduzione delle disuguaglianze. Non è però possibile stabilire un salario minimo in termini di euro, in un sistema economico nel quale all’aumento dei salari le imprese rispondono con un aumento dei prezzi al dettaglio, vanificando lo stesso aumento del salario. Che fare? Una proposta sensata deve puntare a rimodulare il carico fiscale sui redditi più bassi e assistere chi è sotto una certa soglia di redditi e consumi. La riduzione del cuneo fiscale può andare in questa direzione, ma solo se viene attuata rimodulando il carico fiscale senza ridurre i contributi pensionistici. Se si riducessero questi ultimi, infatti, trasformandone una parte in reddito netto in busta paga, si farebbe una mera operazione di aumento dei salari netti tramite una riduzione delle pensioni future, che saranno già minori di quelle dei nostri padri. L’unica via coerente col fine della riduzione delle disuguaglianze è quindi rappresentata da un aumento della progressività dell’imposizione tributaria, che porta con sé anche un chiarimento sulle responsabilità politiche degli interventi sociali sui bassi salari e l’assistenza ai poveri, che non possono essere affrontati tramite la contrattazione sul salario lordo fra le parti sociali.

Per approfondimenti: https://www.lavoce.info/archives/95498/rimodulare-il-cuneo-fiscale-per-ridurre-le-disuguaglianze/


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