La logica invertita della spirale prezzi-salari


Per capire la logica della spirale prezzi-salari bisogna solo ricordare che i salari espressi in euro si chiamano salari nominali, mentre i salari espressi in termini di prezzi si chiamano salari reali. Pertanto, se c’è un’inflazione del 10%, mentre il salario nominale rimane lo stesso, il salario reale diminuisce del 10%.

Partendo da questo, la spirale prezzi-salari indica che se ad un aumento dei prezzi segue un aumento dei salari nominali, le imprese possono di nuovo aumentare i prezzi, riducendo i salari reali.

Questo accade perché le imprese determinano i prezzi mentre i lavoratori, al massimo, determinano i salari nominali. Sono cioè le imprese a stabilire i salari reali, mentre i lavoratori possono solo chiedere aumenti dei salariali nominali.

Perciò, anche se si intima ai lavoratori di non richiedere aumenti salariali, per evitare di alimentare l’inflazione, bisognerebbe che i lavoratori fossero in grado di spiegare la logica della spirale prezzi-salari, che dice esattamente il contrario: sono le imprese che stabiliscono i prezzi, quindi l’inflazione e i salari reali, qualsiasi sia il livello dei salari monetari che i lavoratori siano in grado  di ottenere.


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