Effetti delle sanzioni alla Russia: il PIL indica un crollo di cui nessuno parla.


Nelle dichiarazioni dei politici circa l’efficacia, o meno, delle sanzioni alla Russia, non si parla mai della reale variazione di ricchezza prodotta. Facciamo chiarezza su questo punto.

Il Fondo Monetario Internazionale, nel World Economic Outlook dello scorso luglio (qui), ha stimato una contrazione del 6%, per il 2022, del PIL russo. Rispetto alle stime precedenti, di aprile, ha previsto una migliore performance della bilancia commerciale russa dovuta alla vendita del gas a prezzi aumentati e quindi una minore riduzione del PIL. L’incremento del saldo commerciale dovuto alla vendita del gas, nel solo primo semestre 2022, è stato infatti di circa 100 miliardi di dollari (qui) e questo pesa per circa un ulteriore 6% del PIL.

Per verificare se le sanzioni abbiano affetto o meno, bisogna quindi considerare che il PIL di un territorio è costituito dalla somma dei Consumi, degli Investimenti, della Spesa pubblica e delle Esportazioni nette (esportazioni meno importazioni).

Nel caso della Russia, mentre l’incremento delle esportazioni nette è dovuto all’aumento del prezzo del gas venduto all’Europa, la riduzione delle altre parti del PIL è costituita dalla riduzione dei consumi dei cittadini, degli investimenti delle imprese e della spesa pubblica.

Il risultato netto è quindi di una diminuzione stimata del PIL del 6%; ma mentre la parte della crescita (+100 miliardi circa) è dovuta all’aumento dei prezzi, la parte della riduzione (-200 miliardi circa) è causata da una contrazione della ricchezza di cui effettivamente possono godere i russi.

La situazione concreta della Russia è quindi di gran lunga peggiore di quella letta superficialmente da molti, perché le entrate aggiuntive dal gas non riescono a essere destinate alla produzione interna di ricchezza o agli acquisti dall’estero, misurati dalle importazioni che infatti sono anch’esse diminuite.

E’ quindi abbastanza verosimile che, se le sanzioni continueranno e la Russia non venderà più il gas all’Europa, nel giro di qualche mese bisognerà cominciare a preoccuparsi anche della situazione economica di una buona parte della popolazione russa.


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