E’ la BCE, non la finanza, che riduce il valore dei titoli di stato italiani!


Il Financial Times (qui) scrive in questi giorni che i fondi speculativi stanno scommettendo contro l’Italia. I fondi hanno recentemente acquisito 38 miliardi di titoli obbligazionari italiani, con dei contratti finanziari che gli permettono di guadagnare se la quotazione dei titoli di stato italiani scenderà di prezzo. Questa situazione è considerata una scommessa contro l’Italia perché, se i titoli di stato diminuiscono di valore, vuol dire che i tassi di interesse aumentano e quindi che lo Stato italiano dovrà pagare più interessi sul debito pubblico di nuova emissione. Dato il relativo clamore e l’interpretazione diffusa di questa notizia, riteniamo assolutamente necessario chiarire che questa situazione “ribassista” non dipende, però, dai fondi speculativi ma proprio dal rialzo dei tassi d’interesse deciso dalla BCE.

La Banca Centrale Europea, infatti, il mese scorso ha aumentato i tassi d’interesse e ha comunicato che nel prossimo futuro li aumenterà ancora. Questa manovra ha ridotto il valore dei titoli di stato e continuerà nel prossimo futuro a ridurne i prezzi. Questa è la notizia, e la finanza ne prende atto stipulando oggi dei contratti per poter rivendere i titoli, nel futuro, a un prezzo superiore a quello che si stima che avranno sul mercato; ma è la BCE a stabilire che i titoli di stato nel prossimo futuro avranno un valore più basso. Il problema non è quindi la finanza che ritiene che questa manovra della BCE si realizzerà; il problema è la BCE che continua a determinare la riduzione del valore dei titoli di stato italiani.


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